Come leggere i numeri che seguono
Prima dei dati, una premessa che cambia il modo di interpretarli. Le misure riportate qui sono rischi relativi e odds ratio: dicono di quanto un rischio aumenta rispetto a chi non ha la condizione, non quale sia la probabilità che accada a una singola persona. Un rischio che raddoppia partendo da una base bassa resta un rischio basso.
Sono inoltre in gran parte associazioni osservate in studi di coorte, non dimostrazioni di causa ed effetto.
Parto pretermine
È l’associazione riportata in modo più solido. Le metanalisi indicano che l’anemia materna aumenta il rischio di parto pretermine, con rischi relativi da circa 1,3 a 2,0, in particolare quando l’anemia è da moderata a severa o viene diagnosticata precocemente in gravidanza.
I meccanismi proposti sono l’ipossia placentare, l’aumento dello stress ossidativo, l’infiammazione sistemica e l’alterata regolazione dell’ormone di rilascio della corticotropina, tutti fattori che possono attivare prematuramente i processi del parto.
Crescita fetale e peso alla nascita
La restrizione di crescita intrauterina e il basso peso alla nascita sono più frequenti nei nati da madri anemiche. Figueiredo e colleghi hanno riportato un’associazione tra anemia materna e basso peso alla nascita con un odds ratio corretto di 1,23 (intervallo di confidenza al 95%: 1,06–1,43).
La ridotta concentrazione di emoglobina materna può compromettere l’apporto di ossigeno alla placenta e al feto, e la carenza di ferro può interferire con l’angiogenesi placentare e il trasporto dei nutrienti. L’effetto è più marcato quando l’anemia è presente prima della metà della gestazione.
Sul versante opposto c’è un dato incoraggiante: una revisione Cochrane riporta che la supplementazione orale di ferro in gravidanza riduce probabilmente il rischio di basso peso alla nascita rispetto a placebo o nessuna supplementazione — 5,2% contro 6,1%, rischio relativo 0,84 (IC 95% 0,72–0,99), su 12 studi e 18.290 nati, con certezza delle prove moderata.
Natimortalità
L’anemia materna severa è stata collegata a un aumentato rischio di natimortalità e mortalità perinatale, attraverso l’ipossia fetale cronica e l’insufficienza placentare. Riguarda le forme severe, non ogni riduzione dell’emoglobina.
Al momento del parto
L’anemia sideropenica influenza in modo significativo la morbilità durante e dopo il parto.
Emorragia post-partum. È più frequente nelle donne anemiche: studi osservazionali e analisi aggregate indicano un aumento del rischio relativo da 1,3 a circa 1,8, a seconda della gravità dell’anemia. Due meccanismi si sommano: l’ipossia cronica può compromettere la contrattilità del miometrio, aumentando la probabilità di atonia uterina; e chi arriva al parto con emoglobina ridotta ha una tolleranza fisiologica minore alla perdita di sangue, per cui anche un’emorragia moderata può portare a instabilità emodinamica e alla necessità di trasfusione.
Infezioni. La carenza di ferro altera la funzione immunitaria: riduce la proliferazione dei linfociti e l’attività dei macrofagi e modifica le risposte delle citochine. Questo può predisporre a infezioni post-partum, tra cui endometrite, infezioni delle vie urinarie e infezioni della ferita chirurgica dopo taglio cesareo. Il rischio infettivo è multifattoriale, ma l’anemia è stata identificata come fattore contribuente indipendente in diversi studi di coorte.
Che cosa farne
Questi dati sono il motivo per cui la carenza di ferro in gravidanza viene cercata e trattata, non un motivo di allarme per chi ha un’emoglobina di poco sotto la norma. Il modo di usarli è uno solo: fare gli esami previsti dal percorso nascita e discuterne i risultati.
Fonti
Questa pagina è redatta a partire dal documento seguente.
- Bedran M, Manceau H, Ollivier H, Deleschaux C, Beaufrère A, Ben M’Barek I, Peoc’h K. Pregnancy and iron: bridging metabolic demands and supplementation needs. Clinical Nutrition ESPEN. 2026;75:103390. doi:10.1016/j.clnesp.2026.103390 — articolo ad accesso aperto, licenza CC BY 4.0. Consultato il 6 settembre 2026.