Come si procede
Il percorso parte dal medico di famiglia, che raccoglie la storia clinica: da quanto durano i disturbi, com’è il ciclo mestruale, quali farmaci si assumono, se ci sono state perdite di sangue, interventi, variazioni di peso, e come si mangia. Sulla base di questo quadro decide quali esami richiedere. Di solito si comincia da emocromo e ferritina, eventualmente con gli altri indici del metabolismo del ferro e con la proteina C reattiva, che serve a capire se sia presente un’infiammazione in grado di alterare la lettura.
Emocromo: la fotografia dei globuli rossi
L’emocromo mostra se è già comparsa un’anemia e che aspetto hanno i globuli rossi. Nella carenza di ferro conclamata i valori tipici sono:
- Emoglobina (Hb) ridotta: è ciò che definisce l’anemia.
- MCV, il volume medio dei globuli rossi, ridotto: globuli rossi più piccoli del normale (microcitosi).
- MCH, il contenuto medio di emoglobina, ridotto: globuli rossi meno colorati (ipocromia).
- RDW aumentato: i globuli rossi hanno dimensioni disomogenee, spesso uno dei primi indizi.
- Piastrine talvolta aumentate, reperto frequente nelle carenze marziali.
Un emocromo normale non esclude nulla
Nella fase che precede l’anemia le riserve sono già in esaurimento ma l’emoglobina è ancora nella norma. Se il sospetto clinico è ragionevole, il medico valuta la ferritina anche con un emocromo perfettamente regolare.
Ferritina: le riserve, con un’avvertenza
La ferritina è la proteina che immagazzina il ferro, e la sua concentrazione nel sangue riflette l’entità dei depositi. È l’esame singolo più informativo: valori bassi indicano riserve esaurite e sono considerati altamente specifici per la carenza.
L’avvertenza riguarda il fatto che la ferritina è anche una proteina della fase acuta: aumenta in presenza di infiammazione, infezioni, malattie epatiche, obesità e neoplasie. In queste situazioni può risultare normale o alta pur in presenza di una carenza reale. Per questo si valuta insieme a un indice di infiammazione come la PCR, e in quel contesto il medico adotta soglie di riferimento più alte.
Sulle soglie numeriche
Le soglie comunemente usate nella pratica clinica sono orientative e variano tra laboratori, metodiche e situazioni cliniche: cambiano in gravidanza, nell’infanzia, nell’insufficienza renale e in presenza di infiammazione. Il referto riporta sempre gli intervalli del laboratorio che ha eseguito l’analisi, ed è su quelli, insieme al quadro clinico, che il medico ragiona. Confrontare i propri numeri con soglie trovate in rete è il modo più semplice per trarre conclusioni sbagliate.
Sideremia, transferrina e saturazione
- Sideremia (ferro sierico)
- Misura il ferro circolante nel sangue in quel preciso momento. Oscilla molto nell’arco della giornata e risente del pasto e di un’eventuale integrazione recente: da sola non è affidabile per diagnosticare una carenza.
- Transferrina e TIBC
- La transferrina è la proteina che trasporta il ferro; la TIBC esprime la capacità totale di legarlo. Quando il ferro scarseggia l’organismo produce più trasportatori, e questi valori tendono ad aumentare.
- Saturazione della transferrina (TSAT)
- Indica quanta parte dei trasportatori è effettivamente carica di ferro. È un buon indicatore del ferro realmente disponibile per produrre globuli rossi e si riduce nella carenza.
- Recettore solubile della transferrina (sTfR)
- Esame di secondo livello, non sempre disponibile di routine. Ha il vantaggio di non essere influenzato dall’infiammazione, e può aiutare quando la ferritina risulta di lettura ambigua.
Gli esami a colpo d’occhio
| Esame | Che cosa misura | Nella carenza di ferro |
|---|---|---|
| Emoglobina | Capacità di trasporto dell’ossigeno | Normale all’inizio, poi ridotta |
| MCV / MCH | Dimensione e contenuto dei globuli rossi | Ridotti (microcitosi, ipocromia) |
| RDW | Disomogeneità dei globuli rossi | Aumentato, spesso precocemente |
| Ferritina | Riserve di ferro | Ridotta; può risultare falsamente normale se c’è infiammazione |
| Sideremia | Ferro circolante al momento del prelievo | Tendenzialmente ridotta, molto variabile |
| Transferrina / TIBC | Capacità di trasporto | Tendenzialmente aumentate |
| Saturazione transferrina | Ferro disponibile per l’uso | Ridotta |
| PCR | Presenza di infiammazione | Serve a interpretare correttamente la ferritina |
Prepararsi al prelievo
- Segui le indicazioni del laboratorio sul digiuno: gli esami del ferro si eseguono di norma al mattino a digiuno.
- Comunica al medico se stai già assumendo integratori di ferro: possono alterare in modo marcato sideremia e saturazione. Il medico ti dirà se e per quanto tempo sospenderli prima del prelievo.
- Segnala eventuali infezioni recenti o stati infiammatori in corso, perché influenzano la ferritina.
- Se possibile, riferisci in quale fase del ciclo mestruale ti trovi.
- Porta con te i referti precedenti: l’andamento nel tempo vale più del singolo prelievo.
Che cosa succede dopo la diagnosi
Accertata la carenza, il medico procede su due binari paralleli: da un lato ripristina le riserve, dall’altro cerca la causa. Il secondo binario è quello decisivo. A seconda del quadro può proporre:
- Esami per la celiachia, causa non rara di carenza resistente al trattamento.
- Ricerca del sangue occulto nelle feci.
- Valutazione gastroenterologica, con gastroscopia e colonscopia quando indicate, in particolare negli uomini adulti e nelle donne in postmenopausa.
- Valutazione ginecologica in presenza di flussi abbondanti.
- Esami per la funzionalità renale, tiroidea o per altre condizioni suggerite dalla storia clinica.
Sono previsti controlli programmati per verificare che la terapia stia funzionando: se i valori non migliorano come atteso, la causa va rivista.
Leggere i referti con prudenza
Un valore fuori intervallo non equivale automaticamente a una malattia, e un valore nell’intervallo non esclude un problema. Gli intervalli di riferimento sono statistici, variano tra laboratori e non tengono conto della storia individuale. Anche l’andamento conta: una ferritina scesa nettamente rispetto ai controlli precedenti merita attenzione anche se resta formalmente nella norma.
Il passo successivo riguarda l’alimentazione e, quando il medico lo ritiene necessario, gli integratori.