Integrare o no: le raccomandazioni internazionali a confronto

Sul ferro in gravidanza esistono due strategie opposte, entrambe sostenute da istituzioni autorevoli: darlo a tutte le donne, oppure cercarlo con gli esami e darlo a chi serve.

A cura del Dott. Filippo Buscemi · 2º di 8 della serie · Ultimo aggiornamento: · Lettura: circa 6 minuti

Due scuole di pensiero

La supplementazione di ferro in gravidanza è raccomandata quasi ovunque, ma le strategie differiscono su un punto decisivo: a chi darlo.

L’approccio universale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda una supplementazione quotidiana di routine con 30–60 mg di ferro elementare insieme a 400 µg di acido folico per tutta la gravidanza, allo scopo di ridurre il rischio di anemia materna, sepsi puerperale, basso peso alla nascita e parto pretermine. Sulla stessa linea la FIGO, la federazione internazionale di ginecologia e ostetricia, che sostiene la supplementazione universale con un minimo di 30 mg al giorno a scopo profilattico.

L’approccio mirato. Alcuni paesi ad alto reddito preferiscono cercare prima. Le linee guida della British Society for Haematology raccomandano lo screening ematologico in gravidanza e la supplementazione solo nelle donne con ferritina bassa o anemia, anziché la profilassi per tutte. L’ACOG statunitense raccomanda lo screening dell’anemia alla prima visita prenatale e di nuovo a 24–28 settimane di gestazione.

Le raccomandazioni sulla supplementazione di ferro in gravidanza Schema in tre parti. Primo: perché il fabbisogno aumenta, cioè maggior volume di sangue materno, crescita del feto e sviluppo della placenta. Secondo: che cosa raccomandano le istituzioni, con l'Organizzazione Mondiale della Sanità che indica 30-60 mg di ferro elementare al giorno insieme a 400 microgrammi di acido folico, CDC e ACOG che indicano 27 mg al giorno dall'inizio della gravidanza, e dosi di 60-120 mg al giorno in caso di anemia accertata. Terzo: indicazioni pratiche, cioè assumere il ferro a stomaco vuoto o con vitamina C, lontano da calcio, tè e caffè, sapendo che nausea e stipsi sono frequenti e che si può cambiare formulazione, e monitorare emoglobina e ferritina. 1 · Perché serve più ferro Il volume di sangue maternoaumenta Il feto cresce e accumulale proprie riserve La placenta si sviluppa Fabbisogno complessivo nei nove mesi: 1000–1200 mg, con la richiesta massima nel terzo trimestre. L'alimentazione da sola spesso non basta a coprirlo. 2 · Che cosa raccomandano Organizzazione Mondiale della Sanità 30–60 mg di ferro elementare al giorno, con 400 µg di acido folico CDC e ACOG 27 mg al giorno, appena la gravidanza è confermata Se l'anemia è accertata 60–120 mg al giorno fino alla correzione Iniziare presto · proseguire per tutta la gravidanza 3 · In pratica A stomaco vuoto, o con unafonte di vitamina C Lontano da calcio, tè e caffè Nausea e stipsi sono frequenti:si può cambiare formulazioneo schema Controlli Emoglobina e ferritina alla prima visita e successivamente secondo necessità. Dose, formulazione e durata sono decisioni di chi segue la gravidanza. Le raccomandazioni riportate sono internazionali e non sostituiscono le indicazioni del percorso nascita italiano.
Le raccomandazioni internazionali sulla supplementazione di ferro in gravidanza. Schema in italiano adattato dalla Fig. 1 di Bedran et al., Clinical Nutrition ESPEN 2026;75:103390, articolo ad accesso aperto con licenza CC BY 4.0.

Perché la differenza non è un dettaglio

La divergenza si spiega con il contesto. Dove la carenza di ferro è diffusa nella popolazione, dare il ferro a tutte è efficiente: la probabilità che serva è alta e lo screening costerebbe più del trattamento. Dove invece la maggior parte delle donne arriva alla gravidanza con riserve adeguate, la profilassi indiscriminata espone al ferro anche chi non ne ha bisogno.

E il ferro dato a chi non serve non è neutro. È il tema del settimo articolo della serie, Anche troppo ferro fa male, ma vale anticiparlo: la relazione tra stato marziale ed esiti della gravidanza ha un andamento a U, con rischi sia per difetto sia per eccesso.

La conclusione degli autori è esplicita: i programmi universali restano appropriati nelle popolazioni carenti, mentre nei contesti ad alto reddito i dati emergenti sostengono sempre più un approccio basato sullo screening, che ottimizza la dose riducendo il potenziale danno.

Quando la carenza c’è: dosi terapeutiche

Un conto è la profilassi, un altro il trattamento. Quando la carenza o l’anemia sideropenica sono documentate, il ferro per bocca resta la terapia di prima linea nella maggior parte delle linee guida internazionali, per efficacia, basso costo e profilo di sicurezza favorevole. Le dosi terapeutiche vanno tipicamente da 60 a 200 mg di ferro elementare al giorno, a seconda della gravità dell’anemia e della tolleranza individuale.

Sono numeri che descrivono la pratica clinica internazionale, non un’indicazione da applicare: la scelta della dose è parte della prescrizione.

Che cosa si controlla, e quando

Il monitoraggio raccomandato durante l’assistenza prenatale riguarda emoglobina e ferritina, alla prima visita e successivamente secondo necessità. È l’unico modo per sapere in quale delle due situazioni ci si trova: quella in cui il ferro serve, e quella in cui non serve.

Una precisazione necessaria per chi legge dall’Italia

Le raccomandazioni citate sono internazionali — OMS, FIGO, ACOG, CDC, BSH. Non sostituiscono le indicazioni del percorso nascita italiano, che possono differire e che restano quelle di riferimento per chi segue la gravidanza nel nostro Paese. Le riportiamo perché mostrano su che cosa il dibattito scientifico si è diviso, non come regola da seguire.

Nessuna supplementazione di ferro va iniziata, modificata o sospesa in gravidanza sulla base di quanto si legge qui. La decisione spetta a chi segue la gravidanza.

Fonti

Questa pagina è redatta a partire dal documento seguente.

  • Bedran M, Manceau H, Ollivier H, Deleschaux C, Beaufrère A, Ben M’Barek I, Peoc’h K. Pregnancy and iron: bridging metabolic demands and supplementation needs. Clinical Nutrition ESPEN. 2026;75:103390. doi:10.1016/j.clnesp.2026.103390 — articolo ad accesso aperto, licenza CC BY 4.0. Consultato il 6 settembre 2026.